NUOVO TEATRO DELL'OPERA - Firenze ITALIA - ABDR architects



Attraverso una sequenza graduale di giardini sopraelevati, piazze e terrazzi, lo studio romano ABDR e' riuscito a creare un superlativo elemento di congiunzione tra la Firenze storica e l'area verde del Parco delle Cascine: e' il nuovo Teatro dell'Opera realizzato a Firenze, siglato dagli architetti Arlotti, Beccu, Desideri e Raimondo, che si trovano alla loro prima esperienza nella realizzazione di un auditorium alla quale seguira' presto quella dell'Opera Kazakistan.
I quattro architetti romani, associati ormai dal 1982 nello studio ABDR, sono fautori di una serie di progetti che li rendono sempre piu' protagonisti della scena dell'architettura contemporanea; loro e' la firma del progetto della nuova Stazione Tiburtina a Roma nonche' del progetto di restauro del Museo Archeologico di Reggio Calabria.




Cosi' come affermato dagli architetti dello studio ABDR vincitori del primo premio del concorso internazionale indetto per la realizzazione dell'Opera House fiorentina, con questo progetto “la città si arricchisce di spazi pubblici che porteranno un grande ritorno in termini di riqualificazione dello spazio urbano circostante, anche grazie all’adiacente Stazione Leopolda, importante contenitore di eventi culturali”.
L'intero complesso cerca di dare una risposta concreta sia sul piano funzionale che su quello simbolico,  visto  che si trova su una linea importante di congiunzione tra la Firenze dei "pieni" e del "costruito" e la Firenze dell'area verde e quindi dei vuoti.







Sul piano urbanistico il progetto e' stato pensato nelle sue parti esterne in maniera tale da fornire nuovi ampi spazi pubblici che ricconnettano la citta' al Parco delle Cascine, attraverso l'uso di un piano inclinato di grandi dimensioni che collega questi spazi collocati su quote differenti; piazze, giardini sopraelevati e larghe piazze vengono collegati  creando un unico percorso sinuoso.
Gli ampi spazi aperti sono messi a sistema con le volumetrie delle due sale auditorium, quella grande e quella piccola per i concerti, della torre delle scene, del foyer  e della cavea all'aperto attraverso una serie di giardini che si ricconnettono al Parco  naturale esistente, creando un nuovo parco  "costruito",  raccordati tra loro da un ponte  sistemato a sudovest superando il fosso Macinate.







Il nuovo TEATRO DELL'OPERA di Firenze oltre a proporsi per il suo magistrale valore urbanistico e paesaggistico, rispetta nella sua elaborazione interna tutti gli standars universalmente riconoscuti e acquisiti nella progettazione di sale acustiche.
Le due sale, la grande da 1800 posti e la piccola di 1100 posti, vengono accuratamente disposte ad una distanza appropriata atta a garantire l'indipendenza e la separazione delle stesse.
Le due sale sono separate strutturalmente dall'involucro esterno evitando qualsiasi interferenza dell'ambiente circostante al normale svolgimento delle attivita' acustiche dell'auditorium, una sorta di "box in the box".
La sala da 1800 posti e' inserita all'interno di un volume stereometrico piu' grande lungo 43 m. circa, largo 38 m. e alto 19 m.,connesso all'ampia rampa ascendente.
Nella parte superiore, incastonata sul tetto, prende posto la grande cavea  scoperta per gli eventi estivi, che riprendendo il concept della grande acropoli greca puo' ospitare fino a 2200 persone che potranno vivere della meravigliosa vista sulla Firenze storica nonche' dello straordinario effetto scenografico del "volo" fornito dall'assenza dei parapetti o meglio definito "vita en plein air".
La cavea, vera anima del progetto, si trova in conclusione del sinuoso susseguirisi di spazi aperti, terrazze, piazze e giardini, legando la sua funzione non esclusivamente agli eventi dell'auditorium ma lasciandosi fruire per tutto l'arco della giornata e per tutti i giorni dell'anno, suggellando la forte connessione che questo progetto vuole creare con la storica urbs fiorentina.
I gradoni in pietra, come affermato dagli stessi architetti, diventa una sorta di salotto urbano, impreziosito dalla presenza di bar-caffetteria-ristorante che ne conferma il suo grande valore urbano nelle intenzionalita' dei progettisti.















La conformazione della sala grande rispetta quelli che sono i caratteri generali dei teatri italiani: cosi' come marcato dai quattro architetti, "È la riconferma del vecchio ferro di cavallo all'italiana, in legno di pero, fatto di tre curve, dalla platea alla galleria...I palchi sono dentro un'onda architettonica sinuosa. Ai lati della platea una maglia di rete metallica ramata dà un effetto fiammata; è un materiale inventato, in genere viene usato per i nastri trasportatori, ma si è rivelato prezioso per la permeabilità del suono".
I materiali utilizzati rispondono perfettamente a quella che e' l'idea originale dello studio ABDR, rispettare la grande tradizione dell'architettura fiorentina.Questo passaggio importante avviene sia attraverso il rapporto  con il paesaggio che con l'uso dei materiali.
Le parole Arlotti, Beccu, Desideri e Raimondo sono molto esaustive: " Noi siamo convinti che quella tra modernismo e storicismo sia una falsa dialettica che non si risolve in termini stilistici, inserendo il nuovo che fa il verso all'antico. L'inserimento avviene attraverso il rapporto col paesaggio urbano e nell'uso dei materiali. Il marmo cipollino riveste le due sale, il cotto smaltato per la torre scenica, l'oro rinascimentale all'ingresso del foyer."
Le poltroncine sono di colore grigio-piombo mentre per la pavimentazione si e' scelta l'essenza rovere.
Le tinteggiature scelte, dell'azienda Oikos, si allineano perfettamente a quella che era la volonta' dei progettisti di dare una caratterizzazione materica alle pareti.
La colorazione scelta per la caratterizzazione della semisfera con la quale la sala grande si affaccia nel foyer sono l'esempio concreto di questa scelta cromatica; la sovrapposizione in trasparenze delle tre colorazioni (oro zecchino, antico e platino) restituiscono un meraviglioso effetto di materia in spessore.


La sala piccola, invece, ha una conformazione molto flessibile che permette di poterne suddividere lo spazio in due sale piu' piccole da 500 posti.












Per concludere con le parole dell'architetto Desideri, questo progetto dimostra che «l'eccellenza del costruire italiano, che non è solo questione di tempi ma di esattezza di esecuzione».
 









1 commenti:

Đào Quân ha detto...
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