NUOVO SPORTELLO UNICO PER L'EDILIZIA (SUE): Eppure in Lombardia edilizia bloccata in un comune su tre

Con la pubblicazione in G.U. della Legge dello Stato 07/08/2012 n. 134 in data 11/08/2012 (conversione in legge del decreto- legge 22/06/2012 n.83 recante misure urgenti per la crescita del paese - DECRETO SVILUPPO) venivano dati sei mesi di tempo ai Comuni  per conformarsi alle nuove procedure definite nel decreto in merito allo snellimento dell'iter di ottenimento del permesso di costruire; la data prevista per l'entrata in vigore di questa riforma e' proprio il 12 febbraio quindi da oggi scattano le nuove regole che permetteranno una semplificazione di tutta la procedura burocratica utile al rilascio dei titoli abilitativi.

In sostanza l'istituzione del S.U.E. permettera' al privato di interfacciarsi solo con un ente, che sara' l'unico incaricato (nella figura del responsabile del procedimento) ad ottenere tutti i pareri necessari, tramite convocazione di una conferenza di servizi, in luogo di tutte le amministrazioni precedentemente coinvolte come quella per la tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della tutela alla salute e alla pubblica incolumita'.

In particolar modo rispetto al rilascio del premesso di costruire la legge definisce quanto segue:

Art. 13. Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l'esercizio dell'attività edilizia

2. Al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 5:
2) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«
3. Ai fini del rilascio del permesso di costruire, lo sportello unico per l’edilizia acquisisce direttamente o tramite conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, gli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio. Nel novero di tali assensi rientrano, in particolare:
a) il parere della azienda sanitaria locale (ASL), nel caso in cui non possa essere sostituito da una dichiarazione ai sensi dell’articolo 20, comma 1;
b) il parere dei vigili del fuoco, ove necessario, in ordine al rispetto della normativa antincendio;
c) le autorizzazioni e le certificazioni del competente ufficio tecnico della regione, per le costruzioni in zone sismiche di cui agli articoli 61, 62 e 94;
d) l’assenso dell’amministrazione militare per le costruzioni nelle zone di salvaguardia contigue ad opere di difesa dello Stato o a stabilimenti militari, di cui all’articolo 333 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
e) l’autorizzazione del direttore della circoscrizione doganale in caso di costruzione, spostamento e modifica di edifici nelle zone di salvaguardia in prossimità della linea doganale e nel mare territoriale, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 19 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374;
f) l’autorizzazione dell’autorità competente per le costruzioni su terreni confinanti con il demanio marittimo, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 55 del codice della navigazione;
g) gli atti di assenso, comunque denominati, previsti per gli interventi edilizi su immobili vincolati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, fermo restando che, in caso di dissenso manifestato dall’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali, si procede ai sensi del medesimo codice;
h) il parere vincolante della Commissione per la salvaguardia di Venezia, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, salvi i casi in cui vi sia stato l’adeguamento al piano comprensoriale previsto dall’articolo 5 della stessa legge, per l’attività edilizia nella laguna veneta nonché nel territorio dei centri storici di Chioggia e di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant’Erasmo;
i) il parere dell’autorità competente in materia di assetti e vincoli idrogeologici;
l) gli assensi in materia di servitù viarie, ferroviarie, portuali e aeroportuali;
m) il nulla osta dell’autorità competente ai sensi dell’articolo 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di aree naturali protette»
;

Non sara' necessario fornire all'amministrazione dati gia' in possesso della stessa o facilmente ottenibili, senza ulteriori indagini o verifiche.
Se entro i 60 gg. previsti per il rilascio del parere, l'amministrazione non sia divenuta ad un accordo, il responsabile del procedimento puo' indirre la Conferenza di Servizi la cui determina finale e' diventa titolo per la realizzazione dell'intervento stesso.


Il settore dell'edilizia e' fortemente colpito proprio dall'essere ferraginoso della macchina burocratica, troppo lenta, troppo complessa proprio per la presenza di tanti soggetti coinvolti.
Con questa riforma l'unico responsabile dei procedimenti atti al rilascio dei titoli abilitativi diventa il SUE e le altre amministrazioni non potranno fornire informazioni direttamente ai richiedenti.
La legge stabilisce che sul sito internet istituzionale dell'amministrazione comunale per ciascun procedimento venga indicato il responsabile a cui e' attribuito il potere sostitutivo e al quale rivolgersi in caso di chiarimenti.Il medesimo soggetto e' obbligato, in caso di ritardo, ad indicarne il nominativo del responsabile, in maniera tale da avviare l'opportuno procedimento disciplinare, secondo quanto stabilito dai singoli ordinamenti e dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Nonostante l'entrata in vigore di questa legge, la situazione dell'edilizia rimane molto difficile. Accanto alla complessita' dell'iter procedurale, che solo ora si sta tentando di snellire, ci sono tutta una serie di problematiche legate alla mancanza di idonei strumenti di pianificazione urbanistica che bloccano di fatto molti cantieri.

Il settore dell'edilizia e' da tutti riconosciuto come strategico per la nostra economia soprattutto per l'indotto che esso produce; eppure piuttosto che promuovere provvedimenti normativi volti ad incentivare l'edilizia, la politica adotatta a livello generale sembra quella di ostacolare la rinascita di questo settore ormai gia' da tempo piegato dalla crisi economica che ha investito tutti i settori. Questo il rammarico espresso ieri da parte di ANCE, Confindustria, Api, Confartigianato, Confcommercio, CNA, Cno e Confcooperative Lega Coop di COMO in una nota diffusa in merito al governo del territorio.

La Regione Lombardia ha di fatto deciso di bloccare tutti gli interventi in tutti quei comuni che al 31/12/2012 non si sono provvisti di nuovi PGT (Piano di Governo del Territorio).

La legge regionale 12/2005 aveva sin da subito fissato il termine entro il quale i comuni avrebbero dovuto approvare il proprio PGT, termine che inizialmente fissato per il 2009 e' stato poi prorogato al 31/12/2012.

Il risultato e' che in Lombardia si e' assistito ad uno stop dell'attivita' edilizia in 509 comuni (su 1544 totali) tra cui grandi realta' come Como, Lecco, Pavia e Pavese.
In questi comuni e' tutto fermo, non si possono rilasciare permessi edilizi per nuove costruzioni o per ristrutturazioni, non si possono fare recuperi di sottotetto o applicare il Piano Casa; non si possono mettere in campo piani integrati di intervento o modifiche al PRG esistente, rimangono validi solo i permessi rilasciati prima di dicembre.

L'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) si dichiara molto preoccupata ed invita il nuovo consiglio regionale ad intervenire; inoltre, viene rivolto un appello alle realta' comunali affinche' giungano presto alla formulazione dei nuovi piani di governo del territorio e al tempo stesso che le stesse non operino, in assenza del PGT, scelte urbanistiche che penalizzano il territorio e l'economia locale.

E' chiaro che una riforma degli iter procedurali, senza una riforma concreta dell'apparato di regolamentazione del territorio non portera' certo ad un miglioramento immediato del settore edilizia. 

La speranza e' che, in questo clima di forte attenzione rivolto al rinnovamento della nostra classe politica, la pianificazione corretta del territorio non sia sacrificata sull'altare di facili e populistici consensi elettorali; non solo gli addetti ai lavori ma anche i privati si augurano che si giunga alla formulazione di una nuova normativa urbanistica a livello nazionale che sia condivisa e soprattutto una normativa in cui la cittadinanza si senta partecipe e riflessa.



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