LOFT A SHANGHAI - Nunzia Carbone Architetto (Shanghai - CINA)

Si definisce "testarda, creativa e ironica", Nunzia Carbone, architetto e designer, e' stata la prima donna a riuscirsi ad imporre sul mercato difficile di Shanghai e dell'Asia sud-orientale aprendo uno studio di architettura e design proprio a Shangai, superando tutte le difficolta' iniziali sopratutto burocratiche  ed organizzative, che in quella realta' sono piu' che normali.
Dopo aver svolto un primo periodo di formazione pre universitario a Londra e a Parigi, si laurea a Milano e lavora da associata negli anni '90 a New York, per trasferirisi definitivamente nel 2001 a Shanghai, dopo aver firmato gia' importanti opere di architettura in Cina ed Indonesia.
Inaugura il suo DEDODESIGN Studio che si propone di diffondere il concept del Made in Italy, ma arricchito di un carattere cosmopolita, intriso di profumi ed emozioni proprie dei paesi del Sud Est asiatico.
Vive i primi anni al ventiduesimo piano di un grattacielo da dove dominava la grande citta' con i suoi rumori e i suoi rapidi movimenti, per risentire improvvisamente il bisogno di "ritornare all'altezza degli alberi", di ritrovare il contatto con un mondo a misura d'uomo, un mondo tipico della piu' tradizionale cultura cinese e di tutte le realta' dell'Asia sud-orientale, dove i movimenti si fanno lenti e si riscopre quotidianamente il valore di fermarsi ad osservare meravigliati piccoli gesti come quello del venditore del riso che una volta a settimana annuncia il suo arrivo con un motivo dolce ed armonioso o l'incaricato che ogni sera alle nove passa attraverso le viuzze del "longtang" (quartiere fatto di strette vie e passaggi) ricordando agli abitanti di chiudere la porta e spegnere il gas. L'architetto Carbone si trasferisce in un loft, ristrutturato da lei, al terzo piano di un edificio storico, nel cuore dell'ex Concessione coloniale francese, in una via che fino al 1943, anno dell'occupazione giapponese di Shanghai, si chiamava Rue Frelupte, ombreggiata da grandi platani che durante il periodo estivo creano un passaggio coperto meravogliosamente temperato.
Come dice la stessa Nunzia Carbone "quando ho iniziato i lavori questo spazio non era che una soffitta dismessa e piena di ragnatele...l'ho trasformato in un loft di 140 mq. su due livelli, con un living spazioso, la cucina a vista, una luminosa zona di studio e lettura e, poggiati su una piattaforma, i tatami dove sorbire il the' ed ospitare gli amici di passaggio"; al primo piano viene sistemata la camera da letto con opere di due importanti artisti cinesi che decorano le pareti dei passaggi ai vari ambienti.





























"Amo Shanghai perche' e' una citta cosmopolita che offre tutto quello che si puo' desiderare tranne la luce del Mediterraneo", ragione per cui l'architetto ha realizzato un intervento - come la maggiorparte delle opere da lei realizzate all'interno di edifici storici - preservando l'involucro originale ma mostrando il nuovo intervento; mancando la luce del Mediterraneo ha cercato di giocare con sistemi di illuminazione, anche colorati, che sopratutto di notte creano atmosfere dolci e sensuali.
Come concept dello studio Nunzia Carbone si e' sempre battuta affinche' non si diffondesse l'idea di ricreare a tutti i costi nei progetti di architettura ilo passato in maniera artificiale, proponendo elemnti del passato laddove non ci sono mai stati.
Gli ambienti della "casa rifugio" per l'architetto sono un continuo caleidoscopio di forme contemporanee con oggetti disegnati da lei stessa come la consolle rossa e il divano della zona living e pezzi di antiquariato e della tradizione cinese; molti anche gli elementi del design italiano come la lampada da terra "Titania" (LucePlan) o la lampada da tavolo "Naska1" di FontanaArte che si vedono nella zona giorno.
Bellissima la lampada a sospensione ubicata sul tavolo della zona pranzo "Cellula", disegnata dalla stessa Carbone insieme a Tiziano Vudafieri per Anthologie Quartett.
L'ingresso e' impreziosito da una lampada a sospensione "PH Artichoke"di Poul Henningsen prodotta da Louis Poulsen, lampade "Ecclisse" e "Castore" di Artemide, pouf di Baleri e poltrona Moroso; pavimento in legno laccato nero per la camera da letto cosi' come per il resto dell'appartamento, bagno a vista con testa lignea di Buddha, tardo impero Quing, lampada a sospensione "Bigoli" di Innermost.
"Apprezzo l'arte contemporanea cinese, ho iniziato a collezzionarla insieme a quella italiana: mescolata con pezzi antichi di raffinata fattura e design italiano, rappresenta lo stile della mia casa."

Stile che si percepisce anche nel suo studio DedoDesign, formato da un team in cui vengono mescolati elementi cosmopoliti ed internazionali, ci sono architetti e designer cinesi, italiani, francesi, neozelandesi e americani, come afferma la stessa Carbone "...le lingue sono sempre presenti nello studio, l'italiano, l'inglese e il dialetto locale...facciamo tra ponte tra la cultura italiana e cinese ma siamo multiculturali e pronti al cambiamento...".

Lo studio DedoDesign ha ricevuto recentemente una Honorable mention per un concorso internazionale di Architettura per Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires e sono stati inseriti in una short list per partecipare alla formulazione di un creative planning per un arcipelago nel Mar della Cina; tra i clienti dello studio grandi brand come Mercedes Benz, General Motors, Fortis Intyernational, Groupon e sono in corso d'opera gli showroom per Maserati e Ferrari in Cina e a Taiwan, cosi' come l'art direction dei nuovi negozi Pomellato a Shanghai e Hong Kong.



















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