START UP INNOVATIVE: SOCIETA' TRA PROFESSIONISTI


“Nell’analisi del disegno di conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, così vasto ed articolato, abbiamo preso le mosse da un “paradosso”, efficacemente rappresentato dalle statistiche. I professionisti in Italia sono più di 2 milioni e sono in costante crescita negli ultimi vent’anni; i professionisti danno lavoro a circa 2 milioni di persone, vuoi come lavoratori dipendenti vuoi in termini di indotto. Un dato, quest’ultimo, in costante aumento, nonostante l’opposta tendenza che si registra negli altri settori dell’economia italiana: nel primo semestre dell’anno in corso il saldo occupazionale negli studi professionali è stato positivo, con una crescita di quasi 10.000 occupati. Il settore, nel suo complesso, produce il 15,1% del Prodotto interno lordo nazionale. Eppure, nonostante il rilievo economico del lavoro professionale in Italia, questo provvedimento – così come il precedente Decreto sulla crescita convertito in legge in agosto – non prende in considerazione le esigenze dei professionisti e le occasioni di sviluppo del mercato dei servizi professionali”.
Comincia da questa considerazione l'intervento fatto dal Presidente di Confprofessioni ,Gaetano Stella, davanti ai membri della X Commissione Industria del Senato; chiamato ad esprimere una opinione per conto della Confederazione Italiana dei Liberi Professionisti sulla determinazione del decreto sviluppo bis, ha sootolineato l'essenzialita' di includere nel decreto azioni mirate ad agevolare le attivita' dei professionisti che possono potenzialmente svolgere un ruolo determinante per la ripresa dell'economia paese.
Nello specifico Stella si sofferma sull'importanza di estendere le agevolazioni previste nel Dl sviluppo-bis per le start up alle societa' tra professionisti, considerando che gli studi professionali sono le realta' piu' inclini allo sviluppo della ricerca, all'uso di attrezzature innovative e personale altamente qualificato.
Attualmente il decreto prevede il sostegno solo ad imprese costituite nella forma di  "societa' di capitali" e "cooperative", mentre l'eventuale inclusione tra le "start up innovative" delle societa' tra professionisti - normate dalla L.183/2011 e modificate dalla successiva Legge Liberalizzazioni  27/2012 - porterebbe ad un aumento del capitale privato investito nel mercato dei servizi professionali, favorendone l'innovazione e la qualita'.
Il presidente continua sottolineando come non esistano valide ragioni per escludere questa nuova forma societaria dalle agevolazioni previste per le attivita' definite start up, ancor piu' perche' si tratta di forme societarie di recente isituzione che vanno incentivate e aiutate.
Si ricorda che la regolamentazione rispetto alle StP e' ferma alla bozza del 20/06/2012 non ancora in vigore che dovrebbe definire le modalità di conferimento e di esecuzione dell’incarico, l’incompatibilità di partecipazione ad altre società tra professionisti e l’assoggettamento al regime disciplinare di ordini e collegi.







1 commenti:

Đào Quân ha detto...
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