SOCIETA' DI ARCHITETTURA: La TOP 100 del Made in Italy

Massimiliano e Doriana Fuksas
E' stata resa nota qualche giorno fa da "Il Sole24Ore:Edilizia&Territorio", la  classifica delle prime 100 societa' di architettura italiane in base ai fatturati dichiarati nel 2011.
In maniera analoga ai dati di bilancio del 2010, anche per il 2011 in cima alla classifica delle grandi firme dell'architettura che si sono costituite in forma imprenditoriale ci sono lo studio guidato dall'architetto e designer milanese Antonio Citterio insieme a Patricia Viel con 10,9 mln. di euro di fatturato e il Renzo Piano Building Workshop con 10,5 mln. di euro, entrambe in calo rispetto ai dati del 2010.
La crescita piu' importante e' sicuramente quella della societa'  di Massimiliano e Doriana Fuksas Design che dopo la forte perdita registrata nei fatturati nel 2010 (-45,5%) ha visto una grande ripresa che ha portato il bilancio, con una crescita dell'85,8%, a 8,4 mln. di euro, cosi' come anche Studio Baciocchi con un utile di 1,4 mln. di euro con un + 64,4%.
Vanno inoltre registrate quattro societa' che hanno raddoppiato il loro volume d'affari rispetto al 2010 superando i 2,0 mln. di euro per l'anno 2011 e sono: Degw Italia (141,1%), Archea Associati (116,4%) degli architetti Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi, Goring&Straja (104,4%) e Garretti Associati (101,2%).
Da questa classifica emerge come il totale del fatturato prodotto dalle prime 100 societa' di architettura italiane e' di 195,3 mln. di euro che fa registrare un modesto 1,6% piu' del 2010, anche se aumenta l'indebitamento per una percentuale pari al 20,4% (5,6 mln. di euro).
La situazione congiunturale non e' delle migliori e la difficolta' in cui versa il mercato dell'edilizia e' evidente sia per la componente privata che per quella pubblica.
Da questa analisi emergono dati molto importanti rispetto a quelle che sono le strategie vincenti messe in atto da molte societa' di architettura per riuscire a far fronte alla situazione di crisi; si prende atto da piu' fronti che il mercato italiano e' molto frammentato, fragile e poco strutturato, incapace di far fronte sul piano internazionale ai colossi del design capaci di raggiungere fatturati che superano le centinaia di migliaia di euro e con team di lavoro che contano centinaia di addetti.
Negli ultimi due anni le societa' di architettura che hanno visto evidenti segni di ripresa sono quelle che hanno improntato il layout dello studio alla multidisciplinarita' e alla progettazione integrata capace di competere con  le grandi archistar internazionali; societa' come One Works, Lombardini 22, General Planning e  Progetto Cmr hanno scelto strategicamente di organizzarsi in gruppi comprendenti piu' societa', il cui concept multitasking fornisce un valore aggiunto ai prodotti forniti ai grandi clienti, distinguendosi nettamente rispetto al prodotto standard offerto dalle societa' di architettura in Italia che invece risultano ancora molto legate ad una prestazione "artigianale" e troppo circostritta e polarizzata solo al mondo delle costruzioni. 
La ridotta ingegnerizzazione delle societa' di architettura italiane e il loro carattere marcatamente "locale"  e' la ragione per cui a livello internazionale si tende ad affidare la realizzazione dei progetti delle grandi opere alle archistar internazionali, prevalantemente di provenienza europea e americana), le cui societa', i cui studi si avvalgono di team di lavoro multidisciplinari che riescono ad affrontare brillantemente lavori complessi ed impegnativi che richiedono una grande capacita' di "ingegnerizzare" gli stessi ottenendo risultati che soddisfano a pieno le richieste dei grandi clienti.
Cosi' come afferma Franco Guidi, AD della societa' Lombardini 22, non e' un caso che chi riesce a crescere o a mantenere i livelli a dispetto di questa pesante crisi siano i team dalle spalle piu' larghe, capaci di raffrontarsi al meglio con i grandi clienti.
Team Lombardini 22
Nell'ultimo anno stanno moderatamente crescendo le cosidette "societa' in rete", ossia societa' di architettura che legano i nomi delle proprie team leader con societa' di ingegneria, specializzando i loro prodotti e offrendo un ventaglio di possibilita' interdiciplinare notevole, capace di far fronte alle grandi richieste internazionali.
E da registrare come nel corso del 2011 e parte del 2012 si sono concluse operazioni per cui Lombardini 22 possiede ormai il 70% di Degw Italia, Compagnia del Design e Cdp Design fanno capo alla societa di Ingegneria Fg Tecnopolo (Flammini Group); si sono poi costituite due reti di imprese: CRESCENDO e CIAO GROUP, della  prima fanno parte la gia' menzionata Lombardini 22, Degw, Destudio, Studio Forward e Wip Architetti, della seconda fanno invece parte Studio Amati, Lenzi Consultant, Polis e Reconsult.
Ci sono anche molte  societa' di architettura che registrano un andamento molto negativo e dei bilanci che hanno determinato la loro esclusione dalla top list; la blasonata Gregotti Associati International (in liquidazione volontaria) e Pica Ciamarra Associati hanno visto cali pari ad un percentuale pari rispettivamente al 61,3 e al 58,2, mentre a seguire societa' che registrano perdite per oltre 100.000 euro Dlc (323.000 euro), Matteo Thun & Partners  (279.000 euro), Chapman Taylor Architetti (180.000 euro).
Bisogna considerare che i risultati di questa classifica sono in parte non pienamente attendibili perche' alcuni grandi nomi sono esclusi perche' associano alla forma imprenditoriale l'esercizio della professione in forma individuale, che porta ad escludere dai bilanci presi in considerazione per stilare questa top list quelli rivenienti dagli studi aperti in sedi estere; e' il caso di Stefano Boeri, Paolo Desideri, Tommaso Valle, Benedetto Camerana ma anche dei gia' citati Renzo Piano con il suo studio francese e la piu' nuova sede a New York e Massimiliano Fuksas anche lui con una sede parigina ed una a Shenzhen (sud della Cina).
Alfonso Mercurio opera a Singapore, Massimo Roj (Progetto Cmr) ad Instanbul, Pechino e Tianjin (Cina).
One Works - Leonardo Cavalli
e Giulio De Carli
Questi dati fanno emergere una situazione italiana molto complessa in termini di opportunita' di crescita e molti studi stanno scegliendo strategicamente di ampliare la propria attivita' al di la' dei confini nazionali. Leonardo Cavalli, della societa' One Works, fa notare come se si confrontano le societa' di architettura europee con quelle italiane le differenze sono notevoli, sopratutto in termini di grandezza; in Germania ci sono societa' che superano il fatturato di quelle italiane di ben dieci volte, per salire di 20-30 volte in Inghilterra.
Sono molteplici infatti le esperienze del team di One Works all'estero tra cui un masterplan alle Mauritius per un progetto di trasformazione e rinnovamento urbano e il progetto per un nuovo terminal areoportuale in Arabia Saudita.

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