ARCHITETTI E MERCATO DELLA PROGETTAZIONE: Gli italiani sono i piu' poveri della UE

Per gli architetti italiani e' un rapporto molto sconfortante quello diffuso a dicembre 2012 dal Consiglio degli Architetti Europeo (ACE - Architects Council of Europe) sviluppato con Mirza e Nacey Research , che fotografa una situazione per cui il mercato dell'architettura vale 15 miliardi di euro a livello europeo, ma se si spalma il valore specifico di ogni singolo paese dei 33 dell'unione europea sul numero degli architetti, l'italia scende al nono posto.

La germania ha valori della produzione in termini di architettura che supera i 4 mld. di euro e l'italia si attesta intorno ai 2.8 mld., ma rapportando questo valore al fatturato pro-capite degli architetti presenti sul territorio nazionale, la triste realta' e' quella per cui i colleghi della repubblica Ceca, quelli dell'Estonia o della Turchia hanno piu' possibilita' di lavoro; si passa da un valore stimato di 50.000 euro per Austria, Regno Unito, Svezia e Lussemburgo ad un valore di circa 19.000 euro pro-capite per gli architetti italiani.

Questa situazione e' stata messa in evidenza anche da un rapporto fatto in collaborazione tra il Sole24Ore, l'Adepp (associazione che riunisce le casse di previdenza private) e le Casse dei Professionisti; il rapporto ha sottolinato come gli architetti e gli ingegneri, a seguito della grande crisi che ha colpito il mondo dell'edilizia ed il mercato immobiliare, sono stati i piu' penalizzati, perdendo circa il 26% del proprio reddito, arrivando ad un imponibile medio che si aggira intorno ai 26.709 euro.

Ritornando ai dati diffusi dall'ACE rispetto alle prospettive future del mercato architettura, senza alcuna sorpresa l'Italia sembra essere tra i paesi con le prospettive meno rosee, accanto a Grecia, Portogallo, Slovenia e Spagna.
A risentire di questa mancanza di prospettive sono soprattutto gli studi piu' piccoli, quelli con meno di 5 soci-dipendenti, che si aspettano sicuramente un'ulteriore recessione, mentre solo meno del 20% degli studi con piu' di 30 dipendenti credono che la situazione economica rapportata al settore dell'edilizia e architettura possa peggiorare.
Questo quadro diventa ancor piu' sconfortante se si considera che solo nel nostro paese risiede un terzo degli architetti europei, 147 mila professionisti a fronte di un totale di 548 mila, in pratica 2,4 architetti ogni 1000 abitanti.

In Italia ci sono circa 44.484 studi con una sola persona, 7.722 con due persone e 5.436 studi con un numero variabile da 3 a 5 unita'; e' chiaro che bisogna investire sulla dimensione degli studi in questo tempo di crisi, anche perche' e' stato dimostrato che il profitto medio di uno studio in Europa cresce con le sue dimensioni, uno studio che conta da 3 a 5 persone riesce a guadagnare fino a 4 volte di piu' rispetto allo studio di un architetto indipendente.

Anche la struttura formale e legale degli studi ha grande importanza; in Italia ed in Grecia la maggiorparte degli studi sono rapprensentati da figure individuali, mentre in realta' come Estonia, Lituania, Repubblica Ceca e Danimarca la tendenza e' quella di costituire societa' in partnership, fino ad arrivare alla Finlandia dove piu' del 60% degli studi sono societa' per azioni.

(Fonte: Sole24Ore - Mirza&Nacey Research)

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