NUOVO PALAZZO DI GIUSTIZIA - RPBW/ RENZO PIANO Building Workshop Parigi (FRANCIA)


Dopo aver firmato giovanissimo insieme a Richard Rogers il Centro Pompidou, l'architetto genovese si e' aggiudicato la gara per la realizzazione del Nuovo Palazzo di Giustizia a Parigi, destinato a diventare il nuovo landmark della contemporaneita' francese.
Cosi' come afferma "Le Figaro", l'opera e' inserita nel progetto "Gran Paris" lanciato dal presidente Nicolas Sarkozy e sorgera' nel XVII Arrondissement (Clichy-Batignolles), quartiere a nord-ovest della città, un settore ora in piena rinascita grazie all’ambizioso progetto dell’urbanista François Grether e della paesaggista Jacqueline Osty, che hanno saputo adattare il progetto inizialmente concepito per il villaggio olimpico nell’ambito della candidatura della capitale francese per le Olimpiadi del 2012, in un nuovo quartiere che prevede la realizzazione di 3.400 alloggi e 140.000 mq di attività terziarie su circa 50 ettari.
Lo stesso presidente aveva gia' dichiarato nell'aprile del 2009 che l'opera verra' conclusa nel 2017 e il costo dell'intera operazione si stima intorno ai 650 mln. di euro, anche se non si esclude che si arrivi al miliardo.

La cittadella della giustizia, che sostituira' il Palazzo di giustizia sull’Ile de la Cité, sorgera' non lontano dal boulevard périphérique che marca il limite amministrativo della capitale e permetterà di riunire su un unico sito il tribunale delle grandi istanze e la sede della polizia giudiziaria (Tribunal de grande instance di Parigi e Tribunal de police).
Cosi' come afferma lo stesso Renzo Piano, che considera il Palagiustizia come una sorta di "nave ammiraglia" da cui percepire la citta' e il suo banlieue:
"Questi grandi edifici esprimono l’urbanistica e la civiltà. All’epoca del Pompidou, i dibattiti riguardavano i centri storici. Oggi, bisogna salvare le periferie. Cancellare la nozione di periferia è la sfida dei prossimi trent’anni".
L'architetto portera' avanti il contratto insieme a Bouygues Bâtiments, societa' edile e colosso dell’immobiliare francese, che si e' anche impegnata non solo nel finanziamento della progettazione, ma anche nella costruzione e nella manutenzione dell'enorme complesso per 27 anni.





Il nuovo edificio istituzionale e' stato pensato con un'altezza di 160 mt. per un totale di 60.000 mq. di superficie calpestabile, distribuito su una struttura a blocchi in acciaio e vetro, impreziositi da ampie terrazze alberate, "parchi verdi sospesi", strade e luoghi di incontro.
L'architetto vuole allontanarsi dal concept ordinario dei palazzi di giustizia, un po' troppo "palazzina uffici" o corporate come lo definirebbero gli anglosassoni; lo stesso Piano afferma:
"un tribunale non puo' essere banale, ha una storia da raccontare"
L'intera architettura si pone come una profonda riflessione sul concetto di giustizia, permeato di trasparenza, equita' ma sopratutto fragilita'; la fragilita' di chi entra in un palazzo di giustizia, schiacciato dalla morsa interiore di chi deve essere giudicato:
"Quando si entra nel palazzo di giustizia, si è ancora molto fragile. Questo stato di fragilità, deve essere considerato.  Dobbiamo creare uno spirito di fiducia per la persona che sarà giudicata. Si deve ispirare fiducia, creare un clima di calma serenità, ma anche una certa austerità"
Tutto questo viene tradotto magistralmente in oggetto architettonico dalla mano sapiente dell'architetto che utilizza tre prismi molto leggeri, completamenti vetrati e quindi trasparenti, che sottolineano appunto la capacita' di percepire la legge serenamente, in completa antitesi con il concetto di edificio completamente chiuso ed ermetico del passato, che sembrava quasi voler schiacciare l'imputato sotto la sua mole imponente.

(Camminatoi laterali)



(Accoglienza - Front Office)

(Aula piccola per udienze)
Il palazzo ospitera' 90 aule di tribunale e innumerevoli tra uffici e servizi, accorpando in unico sito il Tribunale di Grande Istanza della citta', la Corte di polizia e la Corte dei giudici distrettuali, mentre i locali ubicati all'Ile de la Cité continueranno ad ospitare la Corte di Appello e la Corte di Cassazione.

(Salle des pas perdus)


(Aula per le grandi udienze)

Verrano anche utilizzati, secondo le linee guida del progetto dell'architetto genovese, criteri di architettura sostenibile come "pannelli fotovoltaici a farfalla", ventilazione naturale interna all'edificio grazie alla presenza di camini di ventilazione e raccolta e riutilizzo dell'acqua meteorica.



Renzo Piano conclude la presentazione fatta al suo progetto il 15 febbraio 2012 nella capitale francese dicendo:
"Il nuovo tribunale sarà una struttura a strati sovrapposti, leggera e luminosa. Una lanterna magica, una presenza levitante che trasmette serenità'"

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