POLTRONA FRAU MUSEUM: MICHELE DE LUCCHI Architetto - Tolentino (Macerata - ITALY)

(Poltrona Vanity Fair)
Il 4 marzo finalmente si e' tenuta l'inaugurazione  del Poltrona Frau Museum, progettato dall'architetto Michele De Lucchi, a Tolentino (Macerata).
All'evento era presente Luca Cordero di Montezemolo, presidente del Fondo Charme, con cui nel 2003 ha acquisito sia Poltrona Frau s.p.a che Cassina; insieme al numero uno della Ferrari c'erano anche l'amministratore delegato della Poltrona Frau Dario Rinero e il proprietario cavalier Franco Moschini.

L'edificio espositivo e' un omaggio in ricorrenza del centario della fondazione della fabbrica Poltrona Frau a Torino ad opera di Renzo Frau nel 1912 con conseguente spostamento nel territorio marchigiano agli inizi degli anni '60.


I cento anni del marchio del brand vengono raccontati dall'architetto De Lucchi in questa esposizione permanente attraverso un caleidoscopio di colori, materiali, luci e forme in cui vengono incastonati come oggetti prezioni moltissimi dei modelli storici di Poltrona Frau fino ad arrivare all'ultimissimo modello, creata proprio per il centenario da un giovane designer inglese a cui e' stato messo il nome Juliet.

(Poltrona Juliet)
Indimenticabile la poltrona Vanity Fair, chiamata anche la poltrona di topolino perche' tanto amat da Walt Disney, appare improvvisamente come immersa in un'atmosfera eterea tutta completamente bianca e racchiusa in una scatola di vetro, su un letto di ciottoli bianchi quasi a voler sottolineare il suo valore inalienabile, quasi senza tempo.

Ogni angolo di questa esposizione permanente e' stato pensato come un vero e proprio tuffo nel passato, dove ogni pedana espositiva che valorizza i tanti pezzi in mostra diventa uno scorcio di quella vita vissuta; per cui per modelli degli anni '30-'40 viene usato il parquet spinato tipico di quegli anni e per il ventennio successivo vengono utilizzate la moquette o le mattonelle bicrome.

Anche l'illuminazione sottolinea il preciso momento storico che sembra fermarsi nell'istante in cui l visitatore poggia lo sguardo sull'oggetto del suo interesse, fotografando un momento di altri tempi.

(Pubblicita' e catologhi d'epoca)

Ci sono angoli con consolle che mettono in mostra manifesti pubblicitari,video storici,cartoline, documenti originali, tutto sembra portare indietro nel tempo ripercorrendo gradualmente tutta la straordinarieta' di un percorso che arriva fino ai giorni d'oggi.

Una scenografia architettonica divisa per epoche e realizzata in maniera perfetta dall'architetto De Lucchi, che ha alternato come dice lui stesso:
Torri con montanti di legno, più alte e più basse, avvolte da garze teatrali, racchiudono ogni arredo in una sorta di piccolo ambiente ma lo lasciano scorgere in un gioco di aperture e trasparenze
De Lucchi dice di essersi ispirato alla capacita' di Piranesi di ricreare quinte teatrali ecclettiche, capaci di catturare l'essenza dell'oggetto in esse inserito.
Tutto racconta la magia di momenti indimenticabili come quando nel 1968 Luigi Missoni ideo' il letto Lullaby diventando protagonista di celebri scatti fatte dalle guglie in piazza del Duomo a Milano; o il celebre divano ideato da Pierluigi Cerri negli anni '80 che posizionando una putrella alla base del divano stesso voleva marcare la profonda differenza di una borghesia di quegli anni seduta su un simbolo della realta' lavorativa metalmeccanica.

(Letto Lullaby)
(Divano Ouverture)
(Poltrona 1919)

(Mosaico di pelle Frau all'ingresso del museo)
Un percorso storico e commerciale straordinario che ha coinvolto tutti i maggiori premi Pritzker, da Renzo Piano con le poltroncine per il Parco della Musica, a Gehry per la Walt disney Concert Hall, a Richard Meyer per il Getty Center, fino ad arrivare alla realizzazione degli interni lussuosi di imbarcazioni,aerei,treni ed autoveicoli come la bellissima Ferrari California in esposizione con interni in pelle rossa rigorosamente Frau.




Fino ad arrivare al bar che e' una sintesi tra pezzi della tradizione e pezzi moderni, sintesi tra industria e artigianato, che come dice De Lucchi si compenetrano in un avisione olistica che e' tutta racchiusa nel grande portale d'ingresso arancione brillante e con il simbolo del brand che ormai rappresenta un patrimonio del design italiano.




1 commenti:

Đào Quân ha detto...
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